Cool Holidays!

Taranta, pizzica, taralli, friselle, ulivi, mandorle. Musica, cibo e mare.

Un luogo prezioso dove è ancora possibile scoprire angoli inesplorati, paesini con gli anziani seduti sull’uscio di casa, all’ombra a godere di quel po’ di fresco e chiacch

ierare col vicino.

La chiave è nella toppa.

Proprio questi paesaggi che si credono dimenticati e poco considerati da logiche “macro” hanno stretto un inaspettato sodalizio con moda e cultura comparendo sulla copertina di un magazine americano, W25. Qui normalmente compaiono i migliori servizi fotografici tra talenti del fashion system e, per la prima pagina del mese di Febbraio, sono stati scelti alcuni scatti che ritraggono le grandi griffe attorniata da un panorama salentino.

Dietro gli obiettivi due artisti leccesi, Marcello Moscara e Alessadro Maria Polito. 300 scatti tra Otranto e Gallipoli.

Ci sono, poi, artisti impegnati in tour europei, come Enza Pagliara. Lei che con la sua voce intona la tradizione, racconta le radici, le pietre levigate e i muretti a secco. Lei, una protagonista del Salento, riconosciuta come tale anche dalle vetuste cantrici della cultura popolare (e la loro approvazione vuol dire tanto). Lei questi canti li ha imparati lavorando in campagna al fianco della famiglia.

Dalla tradizione all’evento, con la Notte della Taranta quei canti diventano di tutti.

Chilometro zero e consumo locale, dove zero sono i chilometri che il cibo dovrebbe percorrere dal campo al consumatore. Altro argomento non del tutto nuovo da queste parti.
Un’inversione di marcia impone di risollevare l’economia tramite un consumo consapevole e critico da cui trarre ottimi risultati come bloccare l’invasione di alimenti importati.
Secondo l’indagine di Nomisma, sono sorte due nuove figure: l’hobby farmer e il farmer market.
Il primo possiede un terreno agricolo e lo coltiva per puro hobby, il secondo si riferisce ai mercatini che consentono a chi coltiva per lavoro di incontrare direttamente il consumatore favorendo il contatto diretto.

In Salento, il farmer market esiste da tempo infinito, eppure oggi va di moda.

Il nostro ambulante di fiducia occupa il solito angolo da sempre, poi c’è chi si annuncia per strada fermandosi all’occorrenza quando vede una mano alzarsi, qualcuno è interessato alla “mercanzia”. Anche la propaganda politica o l’apertura di un nuovo negozio qui viene annunciata dal megafono posto sul tettuccio dell’auto.

Oggi è cool l’outdoor, scappare dalle città.
Le arterie intasate di auto e i tubi di scappamento offuscano il cervello e se un attimo prima ci si era rifugiati in un’arcadica realtà quella “fumata nera” ci ha solo ricondotto alla coda d’auto in cui siamo coinvolti.

Il Salento è cool, senza infiocchettarsi per apparire più affascinante ma così com’è.

Con il suo folklore, il suo dialetto, i suoi contadini che a te che passi in bici offrono l’assaggio “free” di un fico appena colto, il cavallo e l’aratro che ti pare di essere in un’altra epoca, i bambini divertiti con un adulto, anch’egli contento, ed alla guida di un calesse, gli odori, i palazzi “sgrattati”, le torri di avvistamento, il mare blu cobalto, il manto sabbioso bianco-dorato, i mercati paesani in cui ascoltare le grida rimbalzare tra i banchi e contendersi l’attenzione dei passanti, il vecchio novantenne con il noto copricapo, la “coppula”, che gira imperterrito su una bicicletta piccola e bassa. Lui è davvero eco, ha mangiato prodotti della sua terra, ha le mani callose, ha lo sguardo fiero della cultura fatta sul campo, ha la consapevolezza che quello è il posto di una vita, seduto su una seggiola, sull’uscio di casa, a chiacchierare con i “compari” e sentire l’orologio del paese indicargli le 12 del mattino e le 8 della sera di ogni giorno.

Allora se il Salento è così cool perché non andare a fare un giro? E magari sedersi a fianco ad un vecchietto e “vedere” quel che vede lui dalla sua postazione.

Potreste dare un’occhiata a soluzioni del tipo http://www.nelsalento.com/strutture/t/appartamenti-e-residence.aspx per sostare al meglio e godere di questa terra.