NU:S – La Moda veste l’Architettura: Chiara Cola Interview
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Chi sei? Cosa fai e quando hai deciso di intraprendere il tuo cammino artistico e creativo? Mi chiamo Chiara Cola e lavoro a una mia linea di accessori (e ora anche abiti), caratterizzata dalla sperimentazione artistica digitale su stampe, video e design di tessuti. Non ho un background in moda e design ma una laurea quinquennale in “Scienze della Comunicazione”, che ha ben poco a che fare con il colpo di fulmine avuto per i software digitali cinque anni e mezzo fa. Un amore a prima vista, che mi ha portato a intraprendere un intenso percorso da autodidatta e poi, nell’estate del 2006 (durante un indimenticabile viaggio in Brasile), a prendere la decisione che ha cambiato la mia vita. Cos’è per te la creatività? In che modo riesci a esprimerti attraverso il tuo lavoro? Io vedo la creatività come un atto d’amore, una reazione generativa, intrinsecamente connessa e scatenata dalla mancanza dell’amore, dalla sua presenza e pienezza, dal rifiuto e dalla nostalgia. Vivo le emozioni in modo forte e tragico/catartico, e il mio lavoro mi permette di sanare ferite emotive, scavare nei ricordi e immaginare mondi paralleli a quello reale, cosa, quest’ultima, che ho amato fare fin da bambina. Ho sempre trovato l’immaginazione piu’ ricca e interessante della realtà, e un divertente antidoto alla solitudine. Che ruolo hai nell’evento che si terrà a Luglio al Chiostro del Bramante e perché hai deciso di prenderne parte? I miei tessuti stampati saranno indossati durante la performance prevista durante l’inaugurazione, e saranno parte integrante della performance stessa. La disciplina architettonica mi ha sempre affascinato tanto quanto l’Architettura parametrica e quelle sue forme così astratte e futuristiche, eppure anche così vicine alle forme della natura. Mi è piaciuta da subito la passione con cui lavorano gli ideatori di NU:S e credo sia stata questa la prima cosa che ci ha accomunati. Poi, esporre qualcosa di mio all’interno di un luogo come il Chiostro del Bramante è per me un grandissimo onore. Inoltre, ìdeo spesso concettualmente città e universi immaginari e indago da vari anni l’idea delle vite segrete dei luoghi e degli oggetti, e credo che molte delle mie creazioni abbiano un qualcosa di “architettonico” Il progetto che verrà presentato durante l’evento è all’insegna della contaminazione: cosa ti ha dato questa esperienza in termini di interazione e confronto con altri giovani creativi appartenenti a discipline diverse? E cosa pensi della contaminazione nell’arte? E’ stato interessante vedere le cose da punti di vista diversi e vedere discipline diverse avvicinarsi e fondersi. Qualcosa di simile a un esperimento scientifico.. Credo che la contaminazione sia fondamentale e non solo nell’Arte. Anche nelle scienze per esempio, discipline lontane fra loro, a volte possono congiungersi e dare luogo a esiti sorprendenti e inaspettati, mossi dal motore di ogni ricerca: la curiosità e il bisogno di superare un limite. Che cosa significa per un creativo come te, avere a disposizione una residenza d’Artista nella quale sentirsi libero di creare e sperimentare nuovi percorsi espressivi? E’ un’occasione preziosa nella quale sfidare la propria creatività in un contesto unico e difficilmente ripetibile. Sappiamo che NU:S è un progetto fortemente voluto da Double al fine di alimentare la ricerca e il talento dei giovani designer italiani: in che misura tali e rari ideali, si respirano nel fermento dei workshop e più in generale nella realizzazione del progetto? Come ho gia’ detto in precedenza, la cosa che piu’ mi è piaciuta da subito e’ stata la passione per il progetto delle persone coinvolte in Double, la loro capacita’ di comunicarla e la loro volontà di alimentare certe energie e rinnovare il presente. Li ringrazio fortemente per avermi coinvolto in NU:S. Quale credi sarà la risonanza di un evento all’insegna della contaminazione sul territorio romano? E in che modo potrebbe contribuire a cambiare il panorama artistico contemporaneo della capitale? Sono convinta del fatto che l’evento avrà grande risonanza e sarà d’ispirazione per il futuro affinché vengano ripetute simili esperienze di convergenza e fusione fra discipline distanti, utilizzando i molti, magnifici luoghi che la citta’ di Roma offre, e contribuendo così a cambiare anche l’approccio ideativo degli eventi artistici. Guarda il video dell’intervista su http://www.doublestudio.it/page/blog/op/read/id/69 All photos by: Simona Santelli © |





















