NU:S – La Moda veste l’Architettura: Arturo Tedeschi Interview
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Chi sei? Cosa fai e quando hai deciso di intraprendere il tuo cammino artistico e creativo? Mi chiamo Arturo Tedeschi, sono un architetto trentatreenne che tenta di ridefinire costantemente il suo dna professionale. Il mio cammino artistico inizia da adolescente con la passione per il disegno e la costruzione di modelli in scala di edifici, passa attraverso lo studio dell’architettura, le prime esperienze progettuali, le collaborazioni con grandi studi di architettura fino ad approdare nell’affascinante territorio della progettazione parametrica e del computational design: definizioni minacciose che descrivono un nuovo approccio alla progettazione (e, in qualche modo, un nuovo ambito professionale) basato sull’utilizzo di tecniche e tecnologie digitali come potente strumento creativo. Questo viaggio, metaforico e concreto, mi ha portato a vivere diverse esperienze in Italia e all’estero ed entrare in diretto contatto con una straordinaria generazione di designers il cui talento alimenta quotidianamente la passione per il mio lavoro. Attualmente mi occupo di ricerca, consulenza nel campo dell’architettura avanzata e didattica: dal 2011 ho attivato una serie di workshop in tutta Italia con la volontà di promuovere strumenti innovativi di supporto alla progettazione. Cos’è per te la creatività? In che modo riesci a esprimerti attraverso il tuo lavoro? Ho una visione decisamente razionale della creatività. Per me il processo creativo rappresenta un incontro tra esplorazione e memoria che può condurre a risultati del tutto inediti. È l’attitudine a trovare nuove soluzioni attingendo a esperienze, immagini, soluzioni, tasselli archiviati nella memoria e spesso privi di alcuna connessione apparente. L’aspetto che più mi affascina del lavoro di architetto è il momento di transizione dal progetto all’oggetto reale, la fase in cui le decisioni, i problemi, le soluzioni, sembrano cristallizzarsi in una sorta di equilibrio sofferto ma definitivo. Il progetto, inteso come mezzo di comunicazione tra diversi interlocutori è, per me, un vero e proprio veicolo di espressione. Che ruolo hai nell’evento che si terrà a Luglio al Chiostro del Bramante e perché hai deciso di prenderne parte? Ho lavorato su diversi fronti e in stretta sinergia con Antonella Buono, l’ideatrice dell’evento, con la quale ho discusso a lungo sulla declinazione architettonica di NU:S. Nello specifico, ho progettato – insieme a Maurizio Arturo Degni, computational designer – un’installazione che intende dialogare con lo straordinario spazio del Chiostro, reinterpretando rapporti matematici presenti nell’opera del Bramante e traducendo in un oggetto contemporaneo la suggestione della sezione aurea. Ciascuna fase progettuale è stata discussa all’interno del team multidisciplinare di designer e stlisti. Sempre in collaborazione con Maurizio Arturo Degni, sto elaborando un sistema di modellazione digitale volto a coniugare l’immediatezza del disegno a mano, l’utilizzo creativo del computer e le tecniche di prototipazione rapida. La sperimentazione con il designer di calzature Alessio Spinelli costituisce il terreno di prova di questo metodo. Le possibilità di sperimentazione e il confronto con designers di talento sono i principali motivi per cui ho deciso di prendere parte a NU:S. Il progetto che verrà presentato durante l’evento è all’insegna della contaminazione: cosa ti ha dato questa esperienza in termini di interazione e confronto con altri giovani creativi appartenenti a discipline diverse? E cosa pensi della contaminazione nell’arte? Gli architetti invidiano (segretamente) l’apparente libertà del processo creativo degli stilisti. L’esperienza di NU:S mi ha aiutato a capire che la reale differenza tra il progetto di moda e di architettura non risiede nella fase di concept, ma nella distanza tra idea ed esecuzione. La realizzazione di un progetto di architettura richiede tempi dilatati e il coinvolgimento di molteplici interlocutori. In NU:S stiamo, tuttavia, sperimentando tecniche di produzione innovative che consentiranno di ridurre drasticamente il passaggio dall’idea all’oggetto reale. La contaminazione, lo sconfinamento territoriale e il trasferimento di tecniche sono un’esigenza per l’arte, il presupposto per il suo rinnovamento. Oggi più che mai, la contaminazione diventa anche l’unica possibilità per reinventare interi settori a rischio di estinzione. Un esempio su tutti: la scomparsa delle professioni manuali legate all’artigianato. Che cosa significa per un creativo come te, avere a disposizione una residenza d’Artista nella quale sentirsi libero di creare e sperimentare nuovi percorsi espressivi? Significa entrare in un luogo dove non esistono linguaggi specialistici, pregiudizi e chiusure disciplinari, ma una “lingua” ibrida e stimolante, una sorta di esperanto creativo. Sappiamo che NU:S è un progetto fortemente voluto da Double al fine di alimentare la ricerca e il talento dei giovani designer italiani: in che misura tali e rari ideali, si respirano nel fermento dei workshop e più in generale nella realizzazione del progetto? Sin dal primo incontro mi ha colpito la capacità di ascolto da parte degli organizzatori. Nessuna idea è stata imposta. Il progetto NU:S è un vero progetto collettivo in cui tutte le idee sono state messe sul tavolo, analizzate e sviluppate con l’unico obiettivo di ottenere un risultato autentico. L’agenzia Double ha stimolato i designers nel loro rispettivo ambito, rispettando la matrice originaria di ciascun progetto. Quale credi sarà la risonanza di un evento all’insegna della contaminazione sul territorio romano? E in che modo potrebbe contribuire a cambiare il panorama artistico contemporaneo della capitale? Sono convinto che oggi, un’intera generazione di creativi trovi difficoltà a “fare rete” sul territorio e a trasformare in realtà idee, progetti e ambizioni che richiedono necessariamente un impegno collettivo. Un evento come NU:S rappresenta un segnale e un’opportunità importante. Guarda il video su http://www.doublestudio.it/page/blog/op/read/id/41 |




































