Cécilia Cassini: World’s Youngest Fashion Designer

Ma dov’ero io mentre questa prodigiosa bambina, dotata di minuscola macchina da cucire fin dal giorno del suo sesto compleanno, si faceva conoscere al mondo? E perché le riviste patinate nelle quali investo un quarto del mio stipendio mensile (che in

effetti non è che sia poi tanto) non mi hanno mai fatto sapere che da qualche parte nel mondo, stava crescendo una delfina della haute couture, se poi mi è bastato scrivere “Cecilia” nella stringa di google perché mi venisse suggerito il suo nome in pole position? E soprattutto, perché quando anch’io ho ricevuto la mia bella macchina da cucire in tenera età, ho preferito invece, finire le elementari, le medie, il liceo, l’università e addirittura un master?! La risposta l’ho trovata sul suo sito web: “Cecilia has already, at just ten years old, learned that with enough passion and commitment, anything is possible”.

E allora come si fa a non adorare una bambina Crazy Talented (come l’ha definita Anna Wintour), che oltretutto sembra voler umilmente restituire al mondo la speranza che la passione e l’impegno vengano premiate, sempre? Io mi sono innamorata. Anche perché ho scoperto che dopo aver preso lezioni di taglio e cucito fino ai dieci anni, ha esordito con un trunk show organizzato tra le pareti domestiche al quale erano invitati tutti i suoi compagni di classe, vendendo ben 50 abitini in un pomeriggio. Che ama sperimentare e creare pezzi unici attingendo soltanto alla sua immaginazione, e che vuol cominciare a dare il suo giovane contributo al fashion system il prima possibile.

Fortunatamente scoperta da alcuni giornalisti, Cecilia Cassini è gia comparsa in numerosi programmi televisivi e magazine americani, ma soprattutto ha già ricevuto quello per cui alcuni designers lavorano una vita: il plauso della critica. E infatti Mary Stephens afferma “It sounds like she is a prodigy. It’s just not normal to hear of a ten year-old with that kind of passion for fashion design”, mentre Cecilia risponde “just because we are children does not mean we should not or are not able to follow our passions and turn our dreams into realities”.

Irene Salvadorini