Intervista a Valentina Eleonora Costa

Chi sei?

Mi chiamo Valentina Eleonora Costa e da qualche anno mi occupo di fotografia attraverso ricerche in collaborazione con l’università di Bologna, e organizzando giornate di studio e alcune mostre. Nel 2010 ho pubblicato un saggio dal titolo “Fotografia e Moda del Gossip” contenuto all’interno del volume “Obiettivo Moda. Incursioni sulla fotografia contemporanea” a cura di F. Muzzarelli. Quello è stato il mio primo vero approccio con la fotografia, un approccio esterno, teorico. Poi ho fatto qualche esperienza nel ­­campo della comunicazione, fino alla felice scoperta della mia vera vocazione: lavorare come fotografa. Credo di aver scattato la mia prima foto un paio d’anni fa, per accorgermi subito che era il mezzo migliore per fare ciò che volevo: raccontare delle storie. Da un anno circa lo faccio a tempo pieno, mi regala tantissime soddisfazioni, mi riempie le giornate e mi permette di incontrare tante persone speciali. Per me c’è un legame molto forte tra fotografia e vita.
Il lavoro che hai fatto e se c’è,  che ti rappresenta maggiormente?
Credo l’ultimo, “Little Mirror Ladies”. C’erano ben cinque modelle/sorelle e si è creata una meravigliosa complicità tra me, loro e tutto il resto del team. Ne è risultato un lavoro in cui la spontaneità, la femminilità, la capacità di vivere tutte le proprie personalità, la forza e il coraggio, la creatività, l’abbandono totale alla vita sono emersi in tutta la loro essenza. La fotografia è sempre un riflesso di una parte più profonda di noi. Loro non sono solo delle modelle, sono delle vere piccole donne, quindi immensa fonte di ispirazione per me.

Un personaggio al quale ti ispiri e per il quale vorresti realizzare qualcosa?
Le mie fonti d’ispirazioni sono tante e di varia natura. A suggerirmi una visione può essere il magnetismo di una persona, l’atmosfera e l’energia dei luoghi, ma anche il bagaglio culturale visivo che ho accumulato e di cui mi nutro in continuazione (dall’arte, al cinema alla stessa fotografia, alle cartine delle caramelle). Voglio mantenere aperti tutti i canali percettivi e le idee fluiscono sempre in abbondanza.
Ho sempre provato molto interesse per i citazionismi di Sarah Moon e per il disagio psicologico delle donne ritratte da Deborah Tuberville, ma anche per le influenze preraffaellite di Julia Margaret Cameron e le malinconiche e inquietanti piccole donne di L

ewis Carroll.
Ci sono però due personaggi che sono la vera ispirazione della maggior parte dei miei lavori: Yann Tiersen e Renè Aubry. Non sono fotografi, ma compositori, e sono le colonne sonore della maggior parte dei miei lavori, dalla fase d’ideazione, a quella di realizzazione e postproduzione. Potrei ascoltarli all’infinito e ogni volta mi catapultano in una nuova storia.

Hai uno spazio tuo? E quali sono i tuoi progetti futuri? 
Al momento non ne sento l’esigenza. Trascorro molto tempo in compagnia della musica quando lavoro e mi piace condividere idee e progetti con i miei collaboratori davanti ad un caffè. Quando questo non è possibile ci teniamo in contatto col nostro “ufficio virtuale” o almeno così lo chiamo io, è uno spazio web attraverso il quale comunichiamo, condividiamo spunti e ricerche, organizziamo risorse e progetti.
In questo momento sto lavorando ad un progetto che vede come protagonista la figura femminile. Una donna che omaggia l’eredità culturale delle sue antenate per guardare verso il futuro con una nuova sensibilità, un attivismo più reale. Sto raccogliendo diverse fotografie di antenati per relazionarli con la donna di oggi all’interno della fotografia, in una sorta di cerchio autoreferenziale.
Nei prossimi mesi realizzerò un progetto assieme ad una designer nel Salento, rievocando tradizioni e danze popolari, tra l’estasi e le credenze, ovviamente con la donna come protagonista.
Sto lavorando anche ad un altro percorso parallelo, in collaborazione con una giornalista e una ricercatrice, in merito alla femminilità delle attiviste dei paesi arabi.
L’entusiasmo è tanto, le risorse ci sono, quindi non vedo l’ora di mettermi all’opera!

Ci sono servizi e lavori che svolgi su commissione?
Si, lavoro con diverse designer, soprattutto emergenti, mi piace fondere il mio immaginario con quello di altri creativi, entrare nel loro mondo e utilizzare la fotografia per dargli vita. E’ sempre una questione di team e sinergie. Collaboro anche con alcuni brand realizzando cataloghi e campagne pubblicitarHo pubblicato qualche redazionale, l’ultimo in uscita nel prossimo numero di Drome Magazine sul tema delle catastrofi.

www.valentinaeleonoracosta.com
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