Fake too fake – The final cut
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L’appuntamento più frizzante e creativo nell’ambito del MI ART. Ciò che è bello diventa vero: lo stile e la fotografia nella moda e in pubblicità, ci hanno abituato a immagini perfette e senza difetti ma prive di ogni spessore. Attraverso la falsificazione di un immagine si può raccontare e rendere visibile una realtà nascosta, interiore: La lacerazione dell’anima. Due creativi, Giovanni Bortolani e Marc.o.M, utilizzando tutti i trucchi dell’immagine e dello stile si sono cimentati nella creazione di soggetti che mostrano nella loro perfezione il lato interiore più umano e drammatico delle persone. Per le loro creazioni hanno scelto, senza tabù, soggetti vari: Una persona comune, un modello una drag-queen, una celebrità. Tutti i ritratti riprodotti su pannelli saranno esposti nella mostra fotografica “Fake too Fake – the final cut”, che sarà inaugurato presso lo spazio Orea Malià in via Margherita, 18(int.) Milano. Quando: Inaugurazione: Venerdì 8 Aprile 2011 Exhibition: dal 9 Aprile al 7 Maggio 2011 Orario: Martedì 9.30 /20.30 – Mercoledì 9.30/19.30 – Giovedì 11,00/22,00 – Venerdì 9.30 /19.30 - Sabato 9.00/19.00
Nelle società emergenti già emerse e avanzate, economicamente benestanti e con un PIL a due cifre che l’Europa invidia, che erroneamente chiamiamo “paesi in via di SVILUPPO”, iniziamo a vedere apparire persone sovrappeso o deformi, mai viste in luoghi sacri della bellezza come ad esempio la Cina e il Brasile. Ecco apparire in massa la carne come alimento quotidiano, dello spirito e del corpo. E’ l’effetto della globalizzazione della carne, innalzata dall’occidente a status symbol del benessere. E’ con un colpo di coda e uno di genio che FAKE TOO FAKE, progetto che nasce dalle fucine creative di G. Bortolani e Marc.o.M, nutre il nostro sguardo avido di immagini, cattura personaggi glamour, modelle, modelli e celebrities come fossero selvaggina della carta patinata e ci allieta con libagioni e leccornie, proposte “SOFISTICATE” di GOURMET che si riforniscono di rari personaggi, esemplari stilosi e glam intercettati anche nel tempio che dagli anni ottanta è meta del trend del capello “bello” a Milano. Le prede vengono clonate e sublimate dallo scatto fotografico, riesumati dal jet set e meticolosamente cucite, squartate, ricucite e rimontate, restituendole al carnivoro fruitore come fossero nuove creature, CHIMERE dello spettacolo integrato. Non si tratta di cultura o sub-cultura splatter o “mutante”, horror o trash ma di un’operazione di riattualizzazione delle tecniche che i maestri del cubismo analitico, Braque e Picasso avevano previsto, rilanciate poi dall’impulso rovente delle visioni di Man Ray e Bunuel che colsero l’efficacia dell’inganno dell’occhio. E’ cosi che Il figlio prodigo del collage, il FOTOMONTAGGIO, riacquisisce gli onori e la ribalta del patinato e una nuova dignitosa vita dopo essere stato a lungo surclassato da “photoshop” e definitivamente narcotizzato dai programmi di fototouch disponibili oramai anche sul telefonino più basic dei nativi della rete e degli assidui frequentatori del web 2.0. Ci viene così restituito lo SPETTACOLO della CARNE, attraverso il linguaggio più POP dei media che hanno evoluto l’essere umano da cacciatore a cacciato. Una deriva new pop antropomorfa e surreale che si colloca in modo deciso nella riserva indiana della cultura occidentale alta. Christian Gancitano, operatore culturale. Contact: Tel: +39 02 46 04 976 |












Una bellissima presentazione dell’evento. Da vero critico di Arte moderna, unico curatore di nuovi eventi trend e all’avanguardia nel campo dell’arte a 360 gradi. Bravo Christian, sei il migliore.!!!!!!!